Schede primarie

celebrare la seconda domenica di Pasqua

PRESENTAZIONE
Con questa domenica, detta “domenica in albis depositis” si conclude una settimana chiamata
“ottava di Pasqua”. Otto giorni nei quali abbiamo riascoltiamo insistentemente l’annuncio della
risurrezione: “Il Signore è Risorto! È veramente Risorto!”.
Come se dovessimo convincere i nostri cuori ad aprirsi all’annuncio incredibile della risurrezione.
Perché non è affatto immediato credere a quelle parole. Sembrano incredibili. Per questo la liturgia
le fa risuonare.
Questa domenica è detta “in albis depositis” perché i catecumeni, che avevano ricevuto il battesimo
nella notte di Pasqua, indossavano la veste bianca ricevuta nella veglia fino a questa domenica.
Vestire la nuova condizione di chi è rinato in Cristo, chiede tempo, per segnare in profondità tutta
la nostra vita.
Questa domenica è anche detta della Misericordia, perché Giovanni Paolo II ha voluto dedicare
questo giorno alla “divina Misericordia”, all’amore viscerale di Dio che sgorga dalla Pasqua
Ma forse più di tutto è la “domenica di Tommaso” come la nomina la liturgia ortodossa, perché
leggiamo il Vangelo dell’apparizione al discepolo dubbioso.
Viviamo tutti questi significati nella celebrazione che faremo nelle nostre case, ancora in isolamento,
ancora chiusi dentro per paura, proprio come ci racconta il Vangelo, ma certi che Gesù viene a
trovarci, nelle nostre case, nelle nostre paure e la vita nuova che lui ci regala, fin dal nostro battesimo,
la sua Misericordia che ci rigenera, sono capaci di vincere i nostri dubbi, i nostri isolamenti, e ci
aprono alla fede che è un nuovo modo di guardare noi stessi, le persone e tutta la nostra vita: “beati
quelli che non hanno visto e hanno creduto” (Gv 20,29)
don Massimo

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