• n. 15 del 16 dicembre 2018

    "Chi ha 2 tuniche ne dia a chi non ne ha."

    Quante cose abbiamo in più, oltre le nostre necessità,

    e fatichiamo ugualmente a condividerle.

    Quanto benessere, quanta opulenza, quanta indifferenza verso l'Altro,

    volto di Dio, che ci tende la mano per uscire dalla miseria,

    dalla disperazione, dalla guerra, dal mare fisico e metaforico.

    Giovanni ci sprona alla conversione

    per prepararci alla venuta del Salvatore,

    ma non ci chiede cose irraggiungibili,

    ci chiede semplicemente di essere "giusti",

  • n. 14 del 9 dicembre 2018

    Santa Maria, vergine dell'attesa,
    donaci del tuo olio 
    perché le nostre lampade si spengono.

    Le riserve si sono consumate, 
    non ci mandare ad altri venditori.

    Santa Maria, vergine dell'attesa,
    donaci un'anima vigilare,

    facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere.
    Accogliere talvolta è segno di rassegnazione.
    Attendere è sempre segno di speranza.

    Sentinella del mattino,
    ridestaci nel cuore
    la passione di giovani annunci da portare al mondo.

  • n. 13 del 2 dicembre 2018

    Padre, oggi comincia il tempo dell’attesa, il tempo preparato lungo la storia.

    Un tempo che ha come culmine un evento concreto,

    la nascita di un bimbo che sarà chiamato figlio dell’uomo, ancor prima che figlio di Dio.

    Per questo questa attesa, questo evento non avvengono fuori di noi,

    ma riguardano prima di tutto noi stessi, la nostra intimità di donne e uomini.

    La parola di oggi ci richiama alla necessità di essere pronti.

    Attendere non è un atto passivo,

    ma prima di tutto l’impegno quotidiano ad essere preparati,

  • n. 12 del 25 novembre 2018

    Tardi ti amai,

    bellezza tanto antica e tanto nuova,

    tardi ti amai.

    Ed ecco, tu eri dentro di me e io fuori.

    Lì ti cercavo.

    Deforme,

    mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.

    Eri con me, e non ero con te.

    Mi tenevano lontano da te le tue creature,

    inesistenti se non esistessero in te.

    Mi chiamasti, e il tuo grido spezzò la mia sordità;

    balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità;

    diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te,

    ne gustai e di te ho fame e sete;

  • n. 11 del 18 novembre 2018

    Il sole, la luna, le stelle, quanto di più luminoso, immortale, eterno,

    punti fermi essenziali nella nostra vita, astri incrollabili

    ma che in un attimo possono perdere il loro splendore

    cadere e tutto diventare buio.

     

    Signore come è fragile la nostra esistenza,

    scorre via veloce senza che ce ne accorgiamo

    nella frenesia di una quotidianità che spesso svilisce il senso ;

    lottiamo, gioiamo, soffriamo ma tutto può cambiare

    e i pezzi della nostra storia andare in frantumi

    in un istante inghiottiti nel buio della notte.

  • n. 10 del 11 novembre 2018

    Signore fai che abbiamo attenzione verso gli altri,

    facci essere sempre di aiuto e sostegno nei confronti di chi ci sta vicino.
    Uno sguardo benevolo, un sorriso o una parola di conforto

    anche a chi non conosciamo e che incontriamo sulla nostra strada.
    Cosa potrei fare di meglio della moneta che ho in tasca

    che non metterla in quella mano tesa che mi chiede l'elemosina? 

    E perché dovrei pensare che dietro a quella mano

    ci debba essere per forza qualche disegno criminale che la guida?
    Signore fa che cancelliamo certi pregiudizi

  • n. 9 del 4 novembre 2018

    Ascolta il Signore Dio tuo!

    Con i miei gesti frettolosi di ogni giorno

    sono capace di sentirti vicino, mio Signore,

    e viverti nel mio cuore, nella mia mente,

    nella mia casa con amore verso Te,

    e verso il mio prossimo?

    Fammi conoscere, Gesù, le tue vie,

    insegnami a slegarmi

    dall'abitudinario modo di essere solo praticante,

    fammi sentire con prepotenza il tuo richiamo

    di amare  Dio con tutto il cuore,

    e il  prossimo come me stessa,

    per sentirmi dire come allo scriba:

  • n. 8 del 28 ottobre 2018

    Tu passi per la strada Signore, cammini…

    la folla ti segue,

    forse per assistere a qualche tuo miracolo,

    per vedere qualcosa di straordinario.

    Un uomo cieco,

    uno che non può vederti, sente parlare di te…

    Ti chiama fiducioso, ti supplica di aiutarlo:

    lui si fida di te, sa che tu puoi guarirlo,

    perché lui è riuscito a vederti con il cuore.

    Signore, facci vedere con gli occhi del cuore;

    lo sguardo del cuore è uno sguardo d'amore,

    che ci fa prendere coscienza della nostra cecità

  • n. 7 del 21 ottobre 2018

    Signore, Gesù seguire te non è una scelta d’elite ma uno stile di vita.

    Lo stile del farsi dono all’altro,

    nella consapevolezza di essere per l’altro il dono.

    Insomma, a farsi dono molte volte vieni deriso,

    testimoniare l’amore che ci abita (ed è per l’altro), ti perseguitano.

    Ti allontanano come inopportuno.

    Non è facile la tua strada Signore.

    Ma l’ho frequentata, ci ho camminato,

    l’ho trovata piena di gioia pura, piena di senso, mi scaldava e scalda il cuore.

    Grazie Gesù.

    Ti prego fammi sempre dono della tua parola,

  • n. 6 del 14 ottobre 2018

    Signore, aiutaci a capire quanti e quali sentimenti

    abitano nel nostro cuore,

    che fanno gioire e soffrire nello stesso tempo.

    Signore, non cogliamo il tuo sguardo fisso

    ma tanto amoroso su di noi,

    che ci invita ad un cambiamento di vita radicale,

    immediato e fiducioso nel domani.

    Signore, non sentiamo la tua parola dolce e imperiosa

    che penetra nell’animo, sconvolge come un urlo,

    che ci induce a valutare per cosa valga la pena di vivere.

    E noi? Noi in piena libertà di scelta,

  • Pagine