• n. 1 del 9 settembre 2018

    Anche quest'anno è arrivato settembre.

    L'estate con il suo ritmo più lento ci stà per lasciare .

    Le attività riprendono  e cambia il ritmo con cui facciamo le cose.

    La parrocchia riapre i “battenti” e i gruppi ripartono.

    Ma tu Signore?

    Mai come in questo periodo ho sentito che Tu ci sei  vicino ogni giorno

     e cammini al nostro  fianco, con il nostro ritmo.

    L'Eucarestia e la Parola mi sono compagne nella mia strada di tutti i giorni.

     Ma quando il mio fare diventa un po più lento, per il caldo o per le ferie,

  • insieme 2018-2019

    Riprende la pubblicazione settimanale dell'INSIEME. La versione cartacea la trovate sul banco in fondo alla chiesa e la versione on-line la potete scaricare qui: http://www.parrocchiacampalto.it/?q=insieme-online

    BUONA LETTURA

  • n. estate 5

    Non sappiamo parlarti, Signore.
    Parlarti come si parla
    alla propria anima,
    senza ingannarci,
    senza ingannarti.
    Parlarti come il fiore che s’apre,
    come l’astro fisso nella tua luce,
    i cieli assorti nel tuo splendore.
    Non sappiamo che dirti
    trascurate le preghiere,
    o lanciarti il grido
    dell’anima, della carne ferita.
    Insegnaci le parole del silenzio.

    DONATA DONI
    (Il pianto dei ciliegi, p.47.)

  • n. estate 4

    Aiutaci, Madre benedetta, ad ascoltare il Figlio tuo e ad ascoltare Te!

    Aiutaci a credere che la fede cresce

    molto più con silenzi pieni di adorazione e di obbedienza

    che non con tante declamazioni che rischiano di trasformarsi in alibi.

    Aiutaci, Madre benedetta, a saper fare come Te!

    Aiutaci ad ascoltare ed accogliere nel nostro cuore

    le parole di vita eterna, i misteri che salvano,

    perché la nostra storia sia meglio fermentata da queste arcane verità

    che Tu hai compreso e creduto così bene!

  • n. estate 3

    Date bellezza agli uomini che gridano
    il pane e l’odio, costruite bellezza
    per gli uomini affamati e d’occhi rossi
    conturbati in disperazione. Irosi
    chiedono il pane poiché non lo sanno
    di morire per fame di bellezza.
    Il pane è della membra; il cibo uguale
    agli uomini e alle bestie sazia i ventri
    dentro annodati d’ombra. Ma chi placa
    l’angoscia d’essere, il pinto del cuore,
    e del passato e futuro ci cresce?

  • n. estate 2

    Signore,
    donaci di ascoltare con amore la tua Parola,
    come la sposa desidera la voce dello sposo.
    Fa che il nostro ascolto sia attesa di te,
    un atto di amore.
    Riempi il nostro cuore
    del mistero che il Padre ti ha consegnato
    e che tu ci hai confidato,
    facendoci così tuoi amici.
    Donaci, Signore,
    la passione di annunziare ai fratelli
    l’unica Parola che salva
    quell’ amore che ti ha fatto uscire dal Padre
    e venire nel mondo,
    fatto servo di tutti
    per essere veramente tuoi discepoli.

  • n. estate 1

    Se fosse tuo figlio
    29 giugno 2018
    Dedicata ai 100 morti in mare, morti affogati in attesa di una nave che li salvasse

     

    Se fosse tuo figlio riempiresti il mare
    di navi di qualsiasi bandiera.

    Vorresti che tutte insieme a milioni
    facessero da ponte per farlo passare.

    Premuroso, non lo lasceresti mai da solo
    faresti ombra per non far bruciare i suoi occhi,
    lo copriresti per non farlo bagnare dagli schizzi d’acqua salata.

  • INSIEME ESTATE

    Con il numero di luglio inizia l’edizione estiva 2018 del nostro foglietto parrocchiale. Sarà composto da articoli che troveremo nelle letture dei giornali o delle riviste, e che a nostro

  • n. 42 del 24 giugno 2018

    Padre Creatore
    nel tuo amore hai creato l’universo
    e con sapienza l’hai arricchito di meraviglie.
    Ultima fra le tue creature hai formato Adam
    unica materia, unica origine,
    unico spirito di vita, unica comunione di diversità.
    Sei Creatore e Padre di tutta l’umanità,
    di ogni essere umano, di ogni vivente
    fatto a tua immagine e somiglianza.
    Sei Creatore di unicità e originalità,
    sei Padre di tutti, buoni e cattivi, poveri e miseri,
    di sani e malati, di credenti e non,

  • n. 41 del 17 giugno 2018

    Vorrei, o Signore, che la tua Chiesa fosse come il cedro
    piantato dalla tua mano sopra un monte;
    vorrei che vivesse della tua stessa vita,
    che allargasse i suoi rami
    ad accogliere chiunque cerchi riparo.
    Vorrei che, al di là di ogni nostro attivismo e impazienza,
    questa sua vita, che Tu hai seminato, crescesse,
    di notte e di giorno,
    per la partecipazione alla tua stessa vita.
    Vorrei che la linfa che la vivifica
    fosse quella fede che si radica nella storia
    ma già è rivolta alla visione.
    Vorrei, o Signore,

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