• n. 35 del 6 maggio 2018

    Signore Gesù,
    dopo averci esortati la scorsa domenica,
    a rimanere in te come i tralci nella vite,
    oggi ci parli d'amore, di gioia e di pienezza,
    dicendoci che siamo tutti tuoi amici
    e che se rimaniamo nel tuo amore la nostra gioia sarà piena.
    Fa che noi genitori accogliamo e ci nutriamo
    del tuo amore e della gioia che riceviamo,
    per poterli poi trasmettere ai nostri figli,
    perchè anche loro possano fare altrettanto con gli altri,
    comprendendo che il tuo messaggio d'amore è universale,
    non esclude nessuno,

  • n. 34 del 29 aprile 2018

    Signore, tu ci hai detto:  "Io sono la vera vite e voi i tralci,
    chi rimane con me, vicino a me, avrà amore,
    insieme porteremo molto frutto per il mondo".
    La vite, albero piccolo basso,
    sostiene i tralci, sottili filamenti verdi
    che crescendo e maturando porteranno frutto.
    Signore dai vita a noi,
    senza di te non potremmo crescere
    ed essere tralci vivi per i nostri figli.
    Signore, insegnaci a custodire le tue parole e il tuo amore,
    perché siano linfa vitale della nostra vita, come tu ami noi,

  • n. 33 del 22 aprile 2018

    Signore, oggi mi riveli una cosa grande,

    mi dici che sono pastore e gregge.

    Sì, tutte e due le cose, come Te, con Te.

    Io, che a volte mi sento abbandonata e immobile,

    in preda alle mie fatiche e paure.

    Ma tu, pastore bello, ti fai vedere,

     continui a cercarmi, perché sono tua figlia, realmente.

    E allora capisco che la mia vocazione è ascoltare te,

     ritornare a te che mi ridai la vita continuamente.

    Non c’è scarto, non c’è abbandono,

    a te importa di tutti.

    Aiutami a non scartare nessuno, nemmeno me stessa,

  • n. 32 del 15 aprile 2018

    Signore, dove sei quando ho paura di non essere accettata
    e di rimanere sola?
    Quando mi chiedo qual'è la cosa giusta da fare di fronte a una scelta?
    Quando temo di non riuscire a trovare
    una soddisfacente affermazione professionale
    e non veder realizzati i miei sogni?
    Dove sei quando non mi sento all'altezza
    di quello che mi viene chiesto?
    Signore, apri i miei occhi e la mia mente
    affinché il mio cuore si converta.
    L'annuncio della tua resurrezione sia un nuovo inizio per me:

  • AVVISI E COMUNICAZIONI

    MESSA FERIALE

    Riprende la celebrazione della messa delle ore 7 di mercoledì. E’ una proposta pensata per quanti hanno impegni lavorativi e non possono mai partecipare alle ore 18.30.

     

  • n. 31 del 8 aprile 2018

    Signore, non so come e quanto credo,
    la mia fede è così alterna.
    Non ti ho visto, non mi sei apparso,
    non ho messo le mani nei buchi dei chiodi,
    eppure colgo la tua presenza,
    il tuo amore vivo e reale, come una certezza.
    Mi scontro con tanti dubbi,
    domande senza risposta mi assalgono,
    svariati interrogativi minano la certezza
    della tua presenza, del tuo amore, del tuo esistere.
    Eppure la tua Parola, come luce gentile,
    mi illumina e guida,
    il tuo perdono  mi rinnova,

  • n. 30 del 1 aprile 2018

    Dove sei?

    Silenzio. Non ti sento.
    Non ti trovo,
    non so dove cercarti.
    Non ti posso più toccare,
    non posso più vedere il tuo sorriso,
    i tuoi abbracci mi mancano.

    Eppure sei nei miei ricordi ogni giorno...
    Ti sento nelle parole di un familiare,
    ti trovo all’angolo della strada,
    ti cerco nel libro che ho sul comodino,
    ti tocco nelle carezze delle persone che amo,
    ti vedo nelle foto insieme agli amici.

  • Pasqua 2018

    BUONA PASQUA

  • VACANZE INSIEME

    Non hai ancora deciso le tue vacanze? Vuoi provare qualcosa di veramente alternativo? Ti piacerebbe passare una settimana di riposo con la tua comunità, con una spesa molta contenuta? La parrocchia propone una settimana di ferie in mezzo ai monti a Soraru’, vicino a Rocca Pietore (BL) e la Marmolada, da sabato 4 a sabato 11 agosto 2018.

  • n. 29 del 25 marzo 2018

    Cristo,
    quando salì sulla croce, era già morto.
    E non sentì dolore dei chiodi
    né sentì l’anima che si liberava dal sangue.
    L’ultimo grido che lanciò al cielo
    fu un’invocazione al dolore,
    che finalmente vide nella sua corposità
    come il demone dell’abbandono.
    Castigarono il corpo di Cristo:
    lo volevano morto, lo volevano spento,
    lo volevano tragicamente offeso.
    E quando Cristo arrancando sulle ginocchia
    si conduceva al patibolo,
    non immaginava che la forza del Padre
    avrebbe issato per lui

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