Schede primarie

50° Chiesa di San Benedetto

RISONANZE DALL'INCONTRO CON ANDREA GRILLO

Lo scorso lunedì 16 aprile si è svolto il terzo appuntamento del percorso sul 50° della dedicazione della Chiesa di San Bendetto, dal titolo "ALTARE O TAVOLA?". Il Liturgista Andrea Grillo, davanti ad una sala gremita, ci ha dato molti spunti di riflessione, partendo dal titolo che abbiamo voluto dare alla serata:

Altare o tavola? “Non c’è da scegliere”, dice Andrea Grillo, che ci ha parlato di eucarestia e celebrazione comunitaria della messa, “perché all’altare ci si sta attorno tutti, come a tavola. Senza nascondersi dietro l’ombra delle colonne laterali più infondo, come se il nostro incontro con Dio nell’eucarestia sia solo un fatto personale”. È con queste parole schiette e dal tono accalorato, che il nostro relatore ci ha portato nel tema scelto per questo incontro, pensato per celebrare i 50 anni della chiesa di San Benedetto, sottolineando che, è stata costruita con pietre morte, ma ha preso da subito vita fino ad oggi, grazie alla nostra comunità, fatta di pietre vive. Tantissimi da qui gli spunti, che potranno essere ascoltati prossimamente grazie al contributo audio che pubblicheremo qui. Intanto riportiamo due brevi riscontri.

Paola: "Il professor Andrea  Grillo  alla fine dell’incontro che ha tenuto con la nostra comunità rispondendo ad una domanda  osservava che ”la chiesa deve restare aperta a tutti , ed è un po’questa se vogliamo la sua ferita…Questa osmosi di dentro l’eucarestia e il fuori nell’esistenzialità del quotidiano, genera vero ed autentico discepolato, senza forzature ma nella libertà di una ripetizione dei gesti  desiderata come pane quotidiano” , ha aggiunto. Ecco questa osservazione mi ha interrogato, facendomi rimbalzare l’immagine della ferita nel costato di Gesù, dalla quale uscì acqua e sangue generando vita nuova  e che questa ferita, che non si chiude, continua a generare ancora vita nuova per i bisogni dell’uomo che cerca Dio .Grazie al prof. Grillo, al nostro parroco che ce la mette tutta per farci crescere sempre un pò di più  e a tutti gli animatori  che rendono  così belli i momenti di comunità eucaristica  educandoci  all’eucarestia, all’accoglienza, con il loro impegno e testimonianza di fraternità."

Carlo: "Per uno cresciuto a pane e catechismo di PIO X, quando a sei anni era un obbligo la Prima comunione e contemporaneamente la Cresima, non  “ascoltare”  la S. Messa alla domenica e alle feste comandate era peccato mortale, trovarsi ora a confrontarsi con un nuovo concetto come: “La Messa non è un dovere ma occasione di partecipare ad un dono di azione comunitaria” , che la Cresima deve precedere la Prima Comunione,  tutto questo richiede un impegno costante e un lungo cammino di revisione dei propri fondamentali per tanti anni vissuti. E’ necessaria tanta umiltà e riconoscere che il “capovolgimento”  liturgico e sacramentale apre un nuovo orizzonte di conoscenza per vivere grandi esperienze con la guida della Parola di Dio. E’ motivo di gioia profonda scoprire che intorno all’altare, liberato da ogni vincolo di costrizione,  si fa esperienza di vocazione, di comunità, di alleanza e che accettare l’altro è decisivo per me. Non rinnego la mia formazione basata sull’apprendimento mnemonico delle formule del Catechismo di PIO X (il loro ricordo mi ha aiutato ad approfondire la conoscenza della Parola), anzi penso che se anche i giovani di oggi avessero imparato quelle formule, forse potrebbe nascere in loro il desiderio di approfondire e capire.

 

 

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